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Palio del Groppello: vince Redaelli De Zinis. La prima volta di un biologico

SALO’ – Al Ristorante Cascina San Zago serata di festa per il Groppello vendemmia 2019. Vince il Palio 2020 la Cantina Redaelli De Zinis con il suo Groppello biologico. Presenti le tre cantine finaliste, la cantina Franzosi di Puegnago, Redaelli de Zinis di Calvagese e Averoldi di Bedizzole, «con vini di grande livello qualitativo – dice il presidente della Confraternita del Groppello Massimo Piergentili – che ottimamente hanno rispecchiato il rispettivo territorio della Valtenesi anche nelle sue peculiarità.

Il voto finale dato dai Confratelli ha premiato un Groppello biologico. È la prima volta che ciò accade. Anche il gusto degli ospiti ha confermato il gradimento per tale vino. Vince il Palio 2020 la Cantina Redaelli De Zinis. Pari merito per le altre due cantine. Ottimo a detta di tutti lo spiedo preparato sotto la supervisione dello Chef Carlo Bresciani. Il prossimo appuntamento ufficiale della Confraternita del Groppello sarà il Palladio Gardesano (festa della vendemmia) in data 25 settembre 2021, presso il Grand Hotel di Gardone Riviera. La serata verrà anticipata da una conferenza stampa presso Villa Galnica, sede  della Confraternita e del Consorzio Valtenesi. In quella occasione sapremo il nome del destinatario del trofeo artistico, opera di giovane artista appartenente alla scuola del maestro Agostino Ghilardi.

By GardaPost Last updated Giu 27, 2021

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“In labore fructus et in triclinio laetitia”: è Redaelli il miglior Groppello della Valtenesi

Tanta commozione per la consegna del premio postumo: Alessandro Redaelli è stato stroncato dal Covid

 

 

Il segno dei tempi: per la prima volta nella storia del Palio (in 51 edizioni, dal 1970) è un Groppello biologico a meritarsi la consacrazione dell’omonima Confraternita, la più longeva del Garda e non solo. E’ il Riviera Garda classico Groppello di Redaelli De Zinis annata 2019 il vincitore del Palio del Groppello 2020, di solito in scena in autunno ma rimandato, inevitabilmente, causa pandemia. Con un po’ di commozione: a ritirare il premio la moglie Isa e i figli Raffaella, Emanuela e Riccardo, in memoria del compianto Alessandro Redaelli, stroncato dal Covid sul finire dello scorso anno. La terza vittoria al Palio per Redaelli. Per le cantine Redaelli di Calvagese è la terza vittoria al Palio, dopo i riconoscimento ottenuti nel 1993 e nel 1996: succede alle cantine Avanzi, che hanno vinto nel 2019 (con il vino prodotto dalla vendemmia del 2018), Marsardi (2018) e Selva Capuzza (2017). Come da tradizione, il vincitore è stato proclamato al termine di una selezione alla cieca da parte di tutti i confratelli, che hanno degustato i tre vini finalisti (oltre a Redaelli anche Franzosi di Puegnago e Averoldi di Bedizzole) accompagnati dallo spiedo di chef Carlo Bresciani, alla Cascina San Zago di Salò. Anche i tre vini arrivati in finale avevano già superato l’accurato giudizio del panel composto da un dream team di 8 enologi, selezionati tra 12 cantine produttrici di Groppello come da disciplinare, ovvero con le omonime uve almeno all’85%.

“L’attenzione al Groppello ai suoi produttori”

“Come ogni anno – spiega Massimo Claudio Piergentili, presidente della Confraternita – anche il pubblico presente ha potuto votare, dopo un assaggio alla cieca, il miglior Groppello: e come già successo in passato, il preferito è lo stesso degli esperti. Dopo un periodo tanto complicato, siamo contenti di aver riportato l’attenzione sul Groppello e i suoi produttori, un vitigno unico a livello mondiale, presente solo in Valtenesi e che come il Nebbiolo in Piemonte, cresce bene solo nel suo territorio. Il Groppello è biodiversità, unico ed eccezionale”. Quello di Redaelli, dicevamo, è anche biologico: la cantina ha svoltato verso il bio da cinque anni, e da due ha avviato la produzione in tal senso. A latere del Palio, menzione speciale alla grappa barricata di Groppello delle Distillerie Peroni: viene fatta maturare in barriques di rovere per 18 mesi. Immancabile la dedica a due grandi amici del vino (e del Garda) scomparsi: Luigi Alberti, anche lui ucciso dal Covid, e Attilio Pasini. Il prossimo appuntamento della Confraternita sarà a settembre, con il Palladio Gardesano.

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Parlano di noi: Brescia Today | Palio del Groppello 2019

Palio del Groppello 2019:
il miglior vino della Valtenesi
dalle Cantine Avanzi di Manerba

Da Brescia Today

In labore fructus et in triclinio laetitia: è il Groppello annata 2018 prodotto dalle Cantine Avanzi di Manerba del Garda il vincitore del Palio del Groppello 2019, cinquantesima edizione, il prestigioso riconoscimento celebrato ogni anno, senza sosta dal 1970, dall’omonima Confraternita. Il gran finale, come da tradizione, è stato celebrato all’Antica Cascina San Zago di Salò: tre i finalisti in gara, oltre ad Avanzi anche Turina di Moniga e Selva Capuzza di San Martino della Battaglia. Cinquantesima edizione, dicevamo, e dunque ancora più importante perché unica nella sua storia: per fare cifra tonda, adesso, ci sarà da aspettare almeno un altro mezzo secolo. Le cantine finaliste sono state selezionate in ottobre da una rosa di 15 produttori del Garda occidentale, a cura di una giuria composta da 7 enologi 2 sommelier. Alla competizione erano ammesse solo le produzioni dell’anno scorso, e solo quelle con percentuali di uve groppello – vitigno autoctono della Valtenesi – pari o superiori all’85%. Nella finalissima di Salò l’ha spuntata Avanzi: i tre vini in gara sono stati degustati alla cieca, in anonime brocche, e accompagnate dallo spiedo cucinato per l’occasione da Alberto Bresciani, figlio di Carlo (titolare dell’Antica Cascina ma assente giustificato, perché impegnato in una trasferta enogastronomica in Giappone). Cinquantesima edizione, nella storia anche per un altro motivo: per la prima volta, o quasi, al primo voto dei confratelli (con gli ospiti più di 120 persone) si è registrato un pari merito, e quindi è stato necessario un voto di spareggio.

Una serata da ricordare. Volti noti dell’enogastronomia e non solo per celebrare il Palio del cinquantesimo: tra i tanti confratelli impossibile non citare il presidente Massimo Piergentili, il cerimoniere Luca Fantasia, il segretario Fabrizio Segala, il maestro di cantina Giuseppe Piotti. E poi Ivan Spazzini, presidente del Gran Priorato del Lugana, Franco Bazzani, vicepresidente dei Castellani del Chiaretto, il produttore Antonio Tincani de La Basia di Puegnago, che invece è un confratello. Per le cantine finaliste c’erano Giuseppe Avanzi, che ha ritirato il premio, e il giovane (classe 1992) Pietro Turina. Special guest d’eccezione l’avvocato Zoe Hammatt, arrivata sul Garda addirittura da Honolulu, già membro del Research Integrity Office del presidente Barack Obama

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Parlano di noi: Bresciaoggi | La Confraternita e il Palio 2019

La confraternita e il Palio 2019

Da Bresciaoggi

La coppa della cinquantesima edizione è stata alzata al cielo dalle cantine Avanzi. È infatti l’etichetta del produttore di Manerba la vincitrice del Palio del Groppello, la storica rassegna organizzata dall’omonima Confraternita che ormai dal lontano 1970 celebra il vitigno autoctono della Valtènesi nella sua espressione più celebre, il rosso Doc definito «ragione e patrimonio» del territorio. Ospitata dall’Antica Cascina San Zago di Salò, la serata finale ha decretato il campione della Valtènesi: erano ammesse alla competizione solo le produzioni del 2018, con percentuali di uve groppello pari o superiori all’85%. Meno di un mese fa la prima selezione, da una rosa di 15 cantine del Garda, a cura di una giuria composta da 7 enologi e 2 sommelier. Tre i finalisti selezionati per giocarsi il Palio: oltre ad Avanzi anche Turina di Moniga e Selva Capuzza di San Martino della Battaglia. Come sempre i tre vini sono stati degustati alla cieca, serviti in anonime brocche e abbinati allo spiedo cucinato da Alberto Bresciani, figlio d’arte (assente giustificato il padre Carlo, titolare dell’Antica Cascina, impegnato in una trasferta enogastronomica in Giappone). Quasi un inedito storico: al primo voto dei confratelli (con gli ospiti più di 120 persone) si è registrato un pari merito, e quindi è stato necessario il voto di spareggio. Alla fine l’ha spuntata Avanzi: a ritirare il premio Giovanni, classe 1975 ed enologo della celebre cantina operativa dal lontano 1931. Immancabili i riconoscimenti anche ai gloriosi sconfitti: il giovane Pietro Turina, classe 1992, per le omonime cantine di Moniga, e Ivan Spazzini del Gran Priorato del Lugana in rappresentanza della cantina Selva Capuzza di Luca Formentini, ex presidente del Consorzio del Lugana. Sono tutti volti noti del Palio: Avanzi era stato finalista anche l’anno scorso, quando vinse Marsadri di Puegnago, e già vincitore nel 1995; Turina ha dominato nel 2006; Selva Capuzza nel 2017. «In Labore fructus et in triclinio laetitia» è il motto dei confratelli, risuonato più volte nelle parole del cerimoniere Luca Fantasia, del segretario Fabrizio Segala, del maestro di cantina Giuseppe Piotti e soprattutto del presidente, Massimo Piergentili. “Nel giorno in cui cadono i muri – ha detto – celebriamo il Groppello che di muri ne ha abbattuti tanti: è un uva rossa, ma vinificata anche in bianco, e si fa spumante, e in rosé per diventare Chiaretto». Serata di gala, ospiti di gala: Franco Bazzani, vicepresidente dei Castellani del Chiaretto, il produttore Antonio Tincani de La Basia di Puegnago, il sindaco di Roé Volciano Mario Apollonio, l’avvocato Zoe Hammatt, arrivata sul Garda addirittura da Honolulu, già membro del Research integrity office del presidente Barack Obama.

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